CHI SONO
Una storia
professionale
tra lavoro,
conoscenza
e progettualità.
La progettualità appartiene alla mia storia prima ancora di diventare il centro del mio lavoro.

01 — UNA RADICE PERSONALE
“
Progetta progettì
(sta).
Mio padre usava un’espressione semplice e sorprendentemente incisiva.
Oggi riconosco in quelle parole una delle prime origini del mio modo di pensare: non fermarsi all’idea, ma provare a darle una direzione, una struttura e una possibilità di esistere.
Quella radice personale ha incontrato, negli anni della mia formazione sociologica, una seconda radice: il pensiero di Domenico De Masi.
02 — PENSIERO SOCIOLOGICO
Dalle parole di mio padre
al pensiero sociologico.
All’Università La Sapienza ho avuto l’opportunità di studiare e lavorare con il professor Domenico De Masi, presso la Cattedra di Sociologia del lavoro.
Con lui ho approfondito i temi del mutamento, del lavoro creativo, delle organizzazioni e del futuro. Ho partecipato ad attività di ricerca e analisi organizzativa e ho sviluppato la mia tesi, Un modello di pedagogia organizzativa per il lavoro creativo, di cui è stato relatore.
Il suo pensiero mi ha insegnato a osservare il lavoro non soltanto per ciò che è, ma per ciò che può diventare.
Possibilità e metodo.
Immaginazione e concretezza.
Pensiero e progetto.
03 — IL MIO SGUARDO
Il lavoro come
luogo di osservazione.
Sono una sociologa del lavoro.
Ho scelto di osservare il cambiamento a partire dalle persone, dalle organizzazioni e dai modi in cui apprendiamo, lavoriamo e costruiamo il futuro.
La sociologia mi ha insegnato a non separare mai le persone dai contesti in cui vivono e lavorano.
Ogni trasformazione nasce dentro un sistema di relazioni, culture, competenze, vincoli e possibilità. Comprenderlo è il primo passo per immaginare ciò che può diventare.

04 — ESPERIENZA
Dalla conoscenza
alla progettazione.
La formazione è stata uno dei luoghi principali della mia esperienza professionale.
Non l’ho mai considerata una semplice trasmissione di contenuti, ma uno spazio in cui leggere una situazione, riconoscere una possibilità e costruire le condizioni per trasformarla in un progetto.
Progettare significa dare una direzione alle idee, collegare conoscenza e azione, accompagnare il passaggio dalla consapevolezza alla scelta.
05 — IL METODO
Progettare
possibilità.
Nel tempo ho elaborato il Project Coaching Strategico: un approccio che integra lettura del contesto, pensiero progettuale, apprendimento e accompagnamento..
Non si tratta di portare soluzioni già definite. Significa creare le condizioni perché persone e organizzazioni possano riconoscere possibilità ancora inesplorate, costruire una visione e trasformarla in un percorso concreto
In questa prospettiva, progettare significa mettere in relazione ciò che siamo, ciò che conosciamo e ciò che possiamo ancora diventare.
06 — IL CAMBIAMENTO
Pensare il cambiamento.
Oggi l’intelligenza artificiale modifica attività, competenze, processi organizzativi e modi di produrre conoscenza. Ma interroga anche la nostra autonomia, la capacità di scegliere e il modo in cui immaginiamo il futuro.
L’intelligenza artificiale non è per me il centro del discorso, ma una delle grandi trasformazioni attraverso cui osservare il rapporto tra persone, lavoro e futuro.
Non per prevedere il futuro,
ma per contribuire a progettarlo.
07 — CREATIVE LAB®
Un ecosistema
in evoluzione.
Creative Lab® — Laboratorio di Progettualità è lo spazio autonomo nel quale ricerca, sperimentazione, formazione e pensiero possono incontrarsi.
Non un contenitore di proposte separate, ma un ecosistema nel quale il pensiero può diventare sperimentazione e la sperimentazione può generare nuovi progetti.
ESPERIENZE E AMBITI

RELAZIONE
Ogni percorso comincia
dalla capacità di vedere
una possibilità.
Possiamo iniziare da una conversazione.
